La vite ad alberello quindi, per le sue caratteristiche, viene consacrata come modello di coltivazione da salvaguardare, promuovere e studiare.

Professor Pier Luigi Petrillo

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L’alberello Pantesco

La vite ad alberello di Pantelleria, un nuovo simbolo dell’Italia bella e che vale, è stata iscritta il 26 novembre 2014 , a Parigi, nella lista dei beni Patrimionio dell’umanità. Per la prima volta una pratica agricola viene considerata bene immateriale e culturale: un riconoscimento meraviglioso per la sua valenza e per il suo significato. La vite ad alberello quindi, per le sue caratteristiche, viene consacrata come modello di coltivazione da salvaguardare, promuovere e studiare. Tipo di coltivazione che, introdotto dai fenici, perfezionato e tramandato nei secoli è capace di produrre splendidi frutti in condizioni estreme. L’isola di Pantelleria è caratterizzata da una costante ventosità (Bent-el-Rhia, appunto “figlia del vento” in arabo), da una scarsa piovosità, compensata dall’umidità notturna, e dai suoi terreni impervi, sui quali sono stati realizzati magistrali terrazzamenti. Qui nasce l’alberello pantesco, una pratica agricola definita dal professor Petrillo, nella sua relazione di presentazione all’Unesco, pratica ‘creativa e sostenibile’ e per questo degna di un tale riconoscimento internazionale. Creativa perché fondata sulla ‘conca‘, la culla scavata nel terreno per accogliere la vite, proteggerla dal vento, nutrirla con l’umidità della notte che vi si raccoglie e non si disperde. Creativa perché il sistema potatura, fa sviluppare la pianta con un andamento orizzontale e quasi strisciante sul terreno, e quindi in grado di sopravvivere al vento costante che soffia sull’isola. Sostenibile perché la sua coltivazione è interamente manuale, perché le terrazze sorrette dai muretti a secco delineano il paesaggio di Pantelleria e lo difendono dall’erosione. Lo Zibibbo è l’uva principale di Pantelleria da cui si ricava il celebre ‘’Passito di Pantelleria’’ e dal quale si ricava anche il Pantelleria Bianco nelle versione ferma e spumante. Lo Zibibbo è un vitigno prezioso che consente di ripagare la fatica e i costi (3 volte quelli di un vigneto in Sicilia) di questa viticoltura che si fonda sull’alberello pantesco.

L’ingresso dell’Alberello Pantesco nella lista del Patrimonio mondiale dell’umanità è per il mondo del vino di qualità, un omaggio allo Zibibbo ed alla vite coltivata con tanto amore e tanta fatica, ma soprattutto al prodotto di punta dell’isola del sole e del vento: il Passito di Pantelleria.

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